L’attesa
Olio su tavola, 100 x 100 cm. 2010.
“Expectations” New York.

Selected by
Julian Navarro
Manon Slome

 

Published on
2010 EXPECTATIONS Berlin-New York

(ZEL Edizioni)
 

Exhibited at
“The Invisible Dog”

11-13 December 2010

(work in the Catalog)

New York.


 

“Expectations Berlin - New York” a series of artworks that reflect the insight of an act in full motion, art going from the merely descriptive to the action itself. The exhibit projects the story of a different instant that looks back upon the one we are living as a memory. An exhibition characterized by artworks that achieve a new aesthetic language, allowing us to contemplate the movement beyond the static images, a modification of time and space that captures the present as a picture of reminiscence.

 

“Expectations Berlino - New York” una serie di opere d’arte che riflettono l’intuizione di un atto in “full motion”, espressione che trascende la mera descrizione per rappresentare l’azione in divenire. La mostra proietta la storia di un istante diverso che guarda indietro a ciò che stiamo vivendo come ricordo. Caratterizzata da opere d’arte che realizzano un nuovo linguaggio estetico, che ci permette di contemplare il movimento al di là delle immagini statiche, una modificazione del tempo e dello spazio che cattura il presente come un quadro di reminiscenza.

 

Dawn at Cape Comorin
Olio su tavola, 125 x 90cm, 2008.
Opera finalista di “Expectations” Berlino.

Selected by
Julian Navarro
Manon Slome

 

Published on
2010 EXPECTATIONS

Berlin-New York

(ZEL Edizioni)
 

Exhibited at
“Collegium Hungaricum” Berlin,

September 17-October 18, 2010.

 

Cape Comorin is the most southern spot in India, where Gandhi’s ashes were thrown into the air. A unique sacred place for Hindu people where you can see both the sunrise and the sunset. The unmarried girls meet there on the day devoted to Shiva’s wife, Durga, and wait for the sun to rise over the ocean, wearing jasmine flowers on their hair. The painting was made in Nov.2008 with an experimental technique: three levels of light and shade effects (the flowers, the human shapes and the choppy sea).

 

Cape Comorin è la punta estema dell’India dove furono gettate nel mare le ceneri di Gandhi. Uno dei luoghi in cui è possibile osservare sia il sorgere che il calare del sole sul mare, meta di pellegrinaggio per gli indù. Le ragazze, in un giorno particolare dell’anno, vanno a vedere il sorgere del sole con un mazzo di fiori di gelsomino nei capelli. L’opera sperimenta un “chiaro scuro” che giustappone tre livelli: i fiori illuminati dal sole e le figure umane che “staccano” dal mare increspato sullo sfondo.

 

One Way
Olio su tavola, 36 x 54cm, 2008.

Published on
Catalogo “Meditazioni”, Angelo Zani

Ed Stantóf, 2011.
 

Exhibited at
Mostra personale di pittura e

ingegneria creativa

“Meditazioni”, 26 Ago - 4 Set

Rocca civica, Sala degli affreschi

San Polo d'Enza (RE).


 

Eccentric Sensoriality
Olio su tavola, 150 x 58cm, 2009.

Published on
Catalogo “Meditazioni”, Angelo Zani – Ed Stantóf, 2011.

 

Exhibited at
Mostra personale di pittura e ingegneria creativa

“Meditazioni” 26 Ago - 4 Set

Rocca civica, Sala degli affreschi, San Polo d'Enza (RE).

 

I wanted to verify the body’s palpability starting from dadaist and anti-photographer Raoul Hausmann who has always had a special relationship with the body, particularly in his sensorial or “eccentric”point of view. Pictorial representation has been inspired by a B&W photograph from 1920s. Respecting the presence of the body as an autonomous “object”, I have changed the perspective point of view. A doubly “eccentric” and ironic rendering that the observer can grasp moving from left to right: the gluteus becomes bigger.

 

Opera che indaga la concretezza dell’“effetto corpo” partendo da una foto in bianco e nero, degli anni ’20, di Raoul Hausmann dadaista e “antifotografo dallo sguardo sensoriale ed eccentrico: “Noi vediamo le cose grazie all’ombra che restituisce i loro contorni”. Rispettando la presenza del corpo come “oggetto”, ma interrogandosi sulla sua percezione, è stato modificato il punto di vista prospettico. Una resa doppiamente “eccentrica” e ironica che l’osservatore può cogliere spostandosi da sinistra verso destra e osservando l’ingrandirsi sproporzionato dei glutei.


 

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