La meditazione
olio su tavola, 71 x 92 cm, 2009.
Opera finalista del “Premio di Afrodite 2010” (Concorso internazionale di Arte

contemporanea)

Selected by
Maria Rita Montagnani
Alice Zannoni
Barbara Vincenzi
Lorella Fabro

 

Published on
MUSEI EIKON (Pietro Negri Editore)

 

Exhibited at
6-27 Marzo 2010

Palazzo Valmarana Braga (VI).

 

In the painting called“La meditazione” (1851) F. Hayez turned the contemporary melancholy consciousness into meditation. The attempt to rewrite the same theme in a modern view arises from a couple of pictures: a model captured by a fashion magazine and Kevin Carte’s best known photograph which has become the face icon and symbol of Africa ravaged by war, famine and disease. In the painting, the character is pointing to the image in its hands in order to emphasize its ambiguous appearance and location. In short, a human being regardless of race.


 

Nel suo dipinto La meditazione (1851) Hayez trasformava la malinconica coscienza contemporanea in meditazione. Il tentativo di riscrivere in chiave moderna lo stesso tema parte da un paio di immagini fotografiche: una modella (da una rivista di moda) accostata alla foto di Kevin Carter divenuta icona e simbolo dell’Africa devastata da guerre, carestie e malattie. Nel “soggetto” che tiene in mano la foto indicandola, ho accentuato l’ambigua caratterizzazione somatica. Insomma un essere umano a prescindere dalla razza.

 

O’Death
olio su tavola, 70 x 138 cm, 2010.

Published on
“Nella casa dell’Ariosto”

Collettiva del circolo artisti di Reggio Emilia.
 

Exhibited at
Complesso Monumentale del Mauriziano (Reggio Emilia)
, 4-29 giugno 2014.

 

On Christmas Day of 2008 Vic Chesnutt, one of the finest songwriters and musicians of recent years, has passed away, committing suicide: “Flirted with you all my life could seem the same old love song, but while listening to the refrain we realize that the object of his love is nobody but sister Death. Then, flicking through a fashion magazine, I thought of an affected Death posing with its kit of classical symbols, and finally, a quotation from Otto Dix. This is my tribute to Vic.

 
 

Il giorno di Natale del 2008 ci ha lasciato, suicida, uno dei più straordinari cantautori e musicisti degli ultimi anni: Vic Chesnutt. “Flirted with you all my life” sembrerebbe la solita canzone d’amore, e potrebbe anche esserlo, ma dobbiamo attendere il ritornello per capire che l’oggetto del suo amore altri non è che sorella Morte. Poi sfogliando una rivista di moda ho pensato di rappresentare una morte leziosamente in posa con un “corredo” di simbologie e una “citazione” di Otto Dix. È il mio tributo a Vic.

 

Because the living can’t remember the eyes of
olio su tavola, 53 x 33,5 cm, 2011.
Opera finalista di “Celeste Prize 2011” International contemporary art prize.

 

Selected by
Eugene Tan
Sara Reisman
Nicola Trezzi

 

Published on
Celeste Prize 2011, ZeL Edizioni.

 

Exhibited at
“The Invisible Dog,” Brooklyn, New York City 11-13 November 2011.
(The work will be acquired by "the Holocaust Foundation" for the Museum which is under construction in Rome.)


 

Lossa Ernst (1929-1944), died at the age of 14 years in a Nazi mental hospital where he was a “cavia”. He survived longer than any other people “stealing” moments of life from the horrors of Kaufbeuren nursing home, one of the centres of Aktion T4 (the so-called Nazi euthanasia). In order to caress his big heart, I have “revitalized” an old photo found on the Internet, in Pop Art style, highlighting the depth of his sweet eyes.

 

Ernst Lossa (1929-1944), morì all’età di 14 anni in un manicomio nazista dove faceva da cavia. Sopravvisse più di ogni altro, “rubando” attimi di vita agli orrori della cosiddetta casa di cura di Kaufbeuren (la cosiddetta Eutanasia Nazista). Per accarezzare il suo cuore grande, ho “rivitalizzato”, alla stregua di quanto fatto in passato dalla Pop Art, un’immagine ritrovata su internet, al solo scopo di evidenziare, con discrezione, la profondità del suo dolce sguardo.